|
Questa sezione è dedicata alle idee, alle vostre idee, che vogliamo condividere, far circolare, trasformare in vita. Se avete dei suggerimenti, dei pensieri illuminanti utili a chi insegna, a chi è genitore, a chi è a contatto con i giovani, a chi lavora con passione ed entusiasmo, beh! allora scriveteci una e-mail.
Pubblicheremo qui i vostri pensieri. Alcuni spunti sulla Motivazione:- Non si motiva chi non si conosce e non si stima. Senza empatia si motiva solo chi si sarebbe motivato anche da solo. (E. Dal Borgo)
- Insegnamo ai figli a mettere le ali.
- Ciò che non verrà realmente appreso dagli alunni non è il difficile, è l'insignificante.
- Anche se gli esseri umani preferiscono sottolineare la propria razionalità, la loro natura resta eminentemente emotiva ed affettiva. (Damasio)
- Il ricordo, privo di elementi affettivi, è quasi del tutto inefficiente. (Freud)
- Credo nell'uomo dalle maniche rimboccate, presente ove si crea la vita e si costruisce la libertà, che si sporca le mani in opere di giustizia, caparbio nello sperare contro ogni speranza." (don Lorenzo Milani)
"Che cosa avviene nella mente dei giovani e che cosa possiamo fare noi docenti per capire il loro universo mentale e migliorare il dialogo con loro?"
Roma - Ora che i telefonini si potranno usare anche sugli aerei arriveremo piu' velocemente ad essere un popolo di depressi e infelici. Lo dice Paola Vinciguerra, psicoterapeuta, Presidente dell'EURODAP, Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico e Direttore dell'Unita' Operativa Attacchi di Panico presso la Clinica Paideia di Roma. "La dipendenza dal telefonino e' ormai diventata totale - sostiene la Vinciguerra - e questo atteggiamento spiega cosa ci sta accadendo. Oggi l'uomo si serve di strumenti, come il cellulare appunto, con la convinzione di poter tenere sotto controllo la realta' che lo circonda, la famiglia, il lavoro. Ma e' solo un'illusione. Utilizziamo il telefonino e Internet per coprire le nostre ansie. Copriamo ogni vuoto, riempiamo ogni silenzio. Il tutto per scappare dalla nostra ansia e da noi stessi e ora lo possiamo fare anche a tremila metri di altezza". Un'evoluzione tencologica che, secondo la psicoterapeuta, "deve far riflettere e deve essere letta come un colpo negativo per la nostra psiche. La dipendenza da un qualsiasi oggetto, situazione, persona, non e' mai positiva, non rivela un atteggiamento salutare. Da una mia analisi eseguita circa un anno fa - ricorda - avevamo visto come tra 500 pazienti presi in esame, almeno la meta' soffrisse di attacchi di panico, disturbi legati anche al rapporto di dipendenza dal telefonino. Tra i pazienti, ad usare il cellulare come sostituto dell'ansiolitico, erano soprattutto uomini con un'eta' tra i 40 e i 45 anni, con una vita lavorativa molto attiva e con ruoli di responsabilita'". In sostanza, anche se non ce ne rendiamo conto, "ci stiamo condannando alla depressione. Stiamo perdendo il contatto con noi stessi, utilizzando oggetti che tra qualche anno risulteranno fallimentari. Avranno certamente coperto le nostre ansie - conclude Vinciguerra - che poi inevitabilmente riemergeranno e dovremo fare i conti con sintomi gravi di disagio, depressione e attacchi di panico".
A colloqio con il Prof. Paolo Balboni - Università Cà Foscari Venezia - Quanto possiamo essere stimolati, avvicinati e incuriositi da una società sempre più multiculturale, a voler apprendere e conoscere lingue e culture diverse? - A Venezia c'è un vecchio proverbio, le cui parole chiave (per i non veneziani) sono "viazar" = viaggiare, "descanta = svelgia, fa aprire gli occhi" e "mona = tonto, stupido, sciocco". Viazar descanta, ma chi parte mona torna mona. "Non è la differenza in quanto tale che ci "descanta", non è la globalizzazione che ci apre cli occhi sugli altri: è l'intelligenza del viaggiare, dell'affontare la globalizzazione, di guardare ai diversi che troviamo in giro per il mondo e che troviamo in casa nostra. La prima necessità per chi vuole aprire gli occhi è quella di aprire la bocca, di parlare - magari male, arrangiandosi, ma con disponibilità. Disponibilità a far fatica, disponibilità a parlare le lingue facendo fatica, disponibilità a ridere dei propri errori, a sorridere di quelli degli altri, a non lasciarsi abbattere dalla mancanza di una parola, dal non capire tutto. Le si affrontano in questo modo le lingue! Non si torna e non si è "mona". Quanto all'insegnamento delle lingue, oggi ce le presentano come strumenti per essere meno "mona", anziché presentarcele come complessi sistemi formali di lessemi ed unità di combinazione. - Che rapporto è quello dei nostri giovani con le lingue straniere? - Ottimo, con le lingue straniere, pessimo, con le lingue straniere nella scuola. Non è colpa degli insegnanti, o almeno non è tutta colpa loro: è colpa di una cultura dell'approsimazione, dell'arrangiarsi: se è vero che per capire il mondo basta arrangiarsi in qualche modo e girare, svegliandosi e senza tornare "mona", è anche vero che per interagire con il mondo non basta l'approssimazione, serve una competenza comunicativa sia efficace sia corretta - e la correttezza costa, la precisione e la ricchezza lessicale costano. Quindi a scuola gli studenti hanno un brutto rapporto con ilprof. che pretende le cose faticose." (Paolo Balboni) ACLE TriVeneto presso il Centro linguistico LE LINGUE NEL MONDO presenta un Corso di formazione per diventare Camp Directors nei City Camps
Gentile insegnante, cosa ne pensi di diventare anche tu una Camp Director dell'ACLE e di proporre il CITY CAMP nella tua città, per i tuoi alunni? Ti aspettiamo per fantastiche, utili e formative esperienze. Do you want to become city camp director? A new experience that will compliment your teaching and leadership skills! Contattaci: ti seguiremo nella fase di preparazione, negli incontri con i genitori e durante il City Camp. Non sarai mai solo! Hotel Desenzano **** Desenzano del Garda (BS)
ORIENTATION COURSE PER CAMP DIRECTORS DELL'ACLE: un week-end all'insegna del lavoro di gruppo per comprendere il ruolo del Camp Director, per imparare a dirigere un City Camp, per ascoltare testimonianze ed esperienze, per portare la propria. Lavoro e anche momenti di divertimento e relax. Offri anche tu ai tuoi ragazzi, alla tua scuola, al tuo territorio il CITY CAMP dell'ACLE: sarà un regalo per te e per gli altri. Parola di ACLE TRIVENETO.
Ecco una delle tante testimonianze dei precedenti Orientation Course:
"Il 23-24-25 Marzo sono stata al corso per camp director a Desenzano e questa poesia sintetizza ciò che ho sentito. Ho imparato molto senza studiare grazie a meravigliose persone che hanno condiviso con me il piacere di essere insegnante. Grazie, Debora"
"Prenditi tempo per fermarti, perché qui il tuo spirito respira. Prenditi tempo per ascoltare, perché così varchi la soglia dell'incontro. Prenditi tempo per leggere, perché è questa la base della saggezza. Prenditi tempo per pensare, perché è questa la vera forza dell'uomo. Prenditi tempo per contemplare, perché così trovi la via della bellezza.
Prenditi tempo per essere amabile, perché è questo il cammino della felicità. Prenditi tempo per sorridere, perché è il sorriso la musica dell'anima. Prenditi tempo per dare, perché il giorno è troppo corto per essere egoisti."
|